Harry Potter. Le copertine e i disegni di Serena Riglietti

Harry Potter. Le copertine e i disegni di Serena Riglietti

Pisa, Officine Garibaldi, 28 ottobre – 11 novembre 2018

Un inedito Hagrid che porta sulle spalle Harry Potter, oppure la prima copertina con il maghetto clamorosamente senza occhiali e saetta (una ‘svistaʼ editoriale), e poi le sette copertine originali e altri disegni, alcuni dei quali inediti, di Serena Riglietti, la ‘mammaʼ italiana del maghetto più famoso del mondo. È l’importante mostra promossa da Officine Garibaldi con la preziosa collaborazione di Adriano Salani Editore e The Blair Partnership, a cura di Giorgio Bacci. Un’occasione unica, nel ventennale dall’uscita del primo volume, per vedere dal vivo le opere che hanno caratterizzato l’immaginario visivo delle ultime generazioni di lettori e spettatori cinematografici, lasciandosi trasportare in una dimensione fantastica. Un’esposizione aperta a tutti, dai bambini agli adulti, un’opportunità per ammirare le tavole originali e anche per riflettere sull’immaginario comune.

Definire un’immagine, lo spiega molto bene la stessa Riglietti, non significa semplicemente tratteggiare su un foglio il ritratto di un personaggio immaginario, ma vuol dire entrare negli occhi e nella mente di milioni di persone, conferire realtà plastica (o almeno visiva) a un volto che ciascuno di noi costruisce prima di tutto nella propria fantasia. E non è cosa di poco conto. Non è un compito facile essere l’illustratrice di uno dei libri più letti al mondo, dovendo rispondere a fantasie, ansie e aspettative diversissime le une dalle altre, cercando di intercettare i desideri senza frustrare le attese. Eppure, Serena Riglietti c’è riuscita, unendo il fantastico e il realistico, lasciando spazio alle divagazioni e all’immaginazione dei singoli lettori, cogliendo così uno dei tratti distintivi dello stile di J.K. Rowling. Dopotutto, è significativo che l’accesso a questo mondo fantastico sia collocato in un posto reale nel ‘nostroʼ mondo, il famigerato binario nove (nel racconto nove e tre quarti) della stazione di King’s Cross.

Tutte le illustrazioni costitutivamente manifestano questa ambivalenza di naturale e fantastico, sia a livello stilistico che iconografico. Il tratto spesso, denso, e allo stesso tempo leggero come uno sbuffo di una veste sottile, sembra imbevuto della materia dei sogni, capace di suggerire atmosfere astratte eppure mai completamente prive di un loro appiglio alla realtà, come un aquilone che si libra nell’aria trattenuto a terra dalla mano di un bambino. E così, sfilano davanti ai nostri occhi animali reali e castelli incantati, libri aperti volanti e scacchiere magiche. Insomma, il mondo di Harry Potter, aperto alla lettura attraverso gli occhi di un’artista ispirata.

Giorgio Bacci